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Posted by on Jan 30, 2014 in Matricole, Salvaguardia dello Studente | 0 comments

Avere difficoltà all’Università

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Passare dalla scuola superiore all’Università non è facile. Bisogna adattarsi ad un nuovo stile di vita, alcuni devono imparare a conoscere una nuova città e altri invece devono modificare il loro metodo di studio.

Alcune persone faranno questo passaggio senza problemi, altri invece dovranno imparare ad adattarsi al cambiamento.

Siccome questo sito cerca di aiutare gli studenti in difficoltà, oggi vi racconterò gli ostacoli che ho dovuto affrontare durante il primo anno e cosa ho imparato.

Trasferirsi

Io sono una studentessa fuori sede, quindi il primo grande cambiamento che ho dovuto affrontare è stato il dovermi trasferire. Vedete, il trasferimento ha due fasi:

  1. Euforia – si è emozionati all’idea di iniziare questa nuova avventura, non si vede l’ora d’iniziare e si vive in una condizione di ‘innamoramento’. In questa fase tutto sembra grandioso.

  2. “Oh merda, mi trasferisco sul serio!” – ecco, questa fase non viene spesso raccontata, ma può esserci un momento in cui si è intimoriti e improvvisamente non si vuole più andare via.

Appena trasferiti bisogna imparare a conoscere la città, sembra stupido a dirsi, ma credetemi, quando uscirete la prima volta e non saprete dove andare a fare la spesa, capirete che ci sono cose che a casa facevate senza problemi, mentre ora dovete imparare tutto, o quasi, da zero.

Nel mio caso specifico il trasferimento è stato reso più difficile da un aspetto che sia io che i miei genitori avevamo sottovalutato: il collegio. I miei genitori avevano pensato, giustamente, che siccome mi trasferivo in una grande città, sarebbe stato conveniente andare in collegio, almeno per il primo anno, così da essere sempre in compagnia. Quando però si è figli unici, essere continuamente a contatto con 50 altre ragazze, anche se si ha una camera singola, può risultare difficile anche per la persona più estroversa e paziente sulla faccia della terra.

Dovete pensare che queste 50 persone hanno tutte orari differenti, c’è chi ama svegliarsi presto la mattina, chi litiga con il ragazzo a qualsiasi ora del giorno, chi ama farsi la doccia alle 3 del mattino, chi sbatte le porte e ci sarà almeno una persona che non è capace di parlare ad un volume normale e sente la necessità di urlare sempre.

Se state pensando di passare il primo anno in collegio, tenete a mente queste cose.

L’Università e quello che ci gira attorno

Il mio primo anno è stato quel che si può definire un disastro.  Affrontare gli esami è stato per me molto difficile, quell’anno ne passai solo due. Mi sono resa conto solo ora che sono a pochi esami di distanza dalla Laurea che forse, quello che mi ha bloccata è stato scoprire che la facoltà a cui mi ero iscritta non mi avrebbe portata a fare quello che volevo diventare. [Bisogna dire che forse anche il terrorismo psicologico fatto da uno dei docenti, molto probabilmente, non ha aiutato.]

In tutto questo, la cosa peggiore era che tutti i miei amici sembravano non avere problemi e questo non fece altro che demoralizzarmi ancora di più. Mi sentivo inadeguata, iniziai a pensare di essere fuori posto e di essere entrata all’Università tramite il margine d’errore del test di ammissione.

Chiesi aiuto sia ai miei compagni di corso sia a professori esterni per cercare di salvare il mio percorso di studi, ma il blocco psicologico ormai era consolidato e non aveva intenzione di andarsene.

Famiglia

Inizialmente, la mia famiglia non si capacitava delle difficoltà che io stavo affrontando e nei primi tempi invece di essermi d’aiuto mi spinsero, involontariamente, a chiudermi ulteriormente in me stessa ottenendo così il risultato opposto rispetto a quello sperato.

In un secondo momento si resero conto che l’approccio da loro usato non funzionava, io lentamente, molto lentamente, cominciai a parlare dei miei problemi. Alla fine di quell’anno disastroso mi sostennero quando decisi di cambiare indirizzo. Rimasi in quell’Università, continuai con la facoltà di Economia, scelsi di iscrivermi ad un indirizzo più specifico che mi avrebbe permesso di entrare nel settore in cui vorrei lavorare in futuro.

Cos’ho imparato

Nonostante quell’anno sia stato particolarmente duro per me e alcuni lo vedono come un fallimento, sono contenta mi sia successo. Certo, avrei preferito avere un anno tranquillo e senza problemi, ma affrontare tutto questo mi ha permesso di capire cosa mi interessava veramente. Ho imparato a gestire i problemi e sono cresciuta.

Quando si dice che “i veri amici si vedono solo nel momento del bisogno”, è vero. In questo periodo ho infatti capito quali sono le persone che mi sostengono veramente e ho scoperto che alcune persone ci giudicheranno sempre, a prescindere da quello che facciamo.

Ho imparato che decidere di cambiare percorso di studi, ricominciare da zero, non è facile, ci vuole coraggio, ma a volte cambiare ci può rendere molto più felici.

Troppo spesso il fallimento è considerato solo una cosa negativa, invece dalle difficoltà si possono imparare tante cose e possono nascere degli ottimi progetti. Se non avessi affrontato tutto questo, molto probabilmente, oggi non esisterebbe questo sito. Quando si affrontano delle difficoltà bisogna sempre saper trasformare le debolezze in punti di forza.

Qualche consiglio

Quando si affronta un periodo come quello che ho passato io, non ci si rende immediatamente conto di quello che ci sta accadendo. Non si riesce a capire dove si sta sbagliando e perché non raggiungiamo i risultati sperati.

È importante non iniziare a cambiare più aspetti della nostra vita e/o metodo di studio contemporaneamente, questo creerà solo molta più confusione in noi stessi.

Bisogna trovare subito una valvola di sfogo: che sia uno sport, parlare con qualcuno o cantare a squarciagola. Questo è fondamentale perché la quantità di stress che si accumulerà arriverà a livelli mai provati prima.

Non bisogna farsi prendere dal panico, se non si passa qualche esame, non è un problema. All’Università tutti hanno un loro ritmo, solo perché noi non abbiamo ancora trovato il nostro, non significa che non lo troverete mai.

State lontani da chiunque vi critichi, non è quello di cui avete bisogno.

Cercate di capire se quello che state facendo è veramente quello che volete fare. Se vi rendete conto che non lo è, trovate quello a cui siete veramente interessati e cercate di avvicinarvici il più possibile.

Se vedete che ci mettete molto tempo a riemergere da un problema, non preoccupatevi, ne uscirete. Prendetevi il tempo necessario per affrontare un problema per volta. Se invece il problema è uno solo, affrontatelo per parti, farete progressi più in fretta.

Infine, non chiudetevi in voi stessi. Peggiorerete solo la situazione e non riuscirete a farvi avvicinare da chi vuole aiutarvi.

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Ale

Ale é la fondatrice di Salva Studenti. Ha aperto questo sito con lo scopo di aiutare gli studenti spaesati e dare consigli pratici per 'sopravvivere' all'Università.

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